La prima preoccupazione dei genitori riguarda la possibile sordità che diventa una assoluta priorità nelle forme bilaterali.
In questi casi il bambino deve essere dotato il più presto possibile di una protesi acustica per via ossea detta “soft band” che consentirà il normale sviluppo.

È opportuno che il bambino venga seguito da un centro AUDIOLOGICO qualificato per monitorare la capacità uditiva e lo sviluppo del linguaggio.

E’ importante che la famiglia sia rassicurata dal punto di vista della funzione uditiva prima di porsi il problema della mancanza del padiglione auricolare.

Questo è il momento nel quale spiego ai genitori che è opportuno evitare di coprire in maniera ossessiva l’abbozzo auricolare con i capelli .

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 Ho avuto modo di osservare che questo tipo di comportamento induce nel bambino l’idea che c’è qualcosa di cui vergognarsi e può condizionare in maniera rilevante lo sviluppo e l’autostima del bambino. Bisogna invece raccontare al bimbo che lui ha un orecchio più piccolo ma che si potrà correggere ed insegnargli a rispondere ad eventuali episodi di presa in giro da parte dei compagni di scuola. Un ottimo espediente è di usare la storia del pesciolino NEMO che nonostante la pinna più piccola diventa un eroe.




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